C’è un modo di fare impresa che nasce da uno sguardo diverso. Un modo che parte dall’ascolto, cresce con la cura e si fonda sulla capacità di costruire relazioni forti, ispirate e inclusive. È il modello CITRUS: un modello femminile, prima ancora che un’impresa al femminile.
La nostra è una governance tutta al femminile, ed è da lì che abbiamo cominciato a riscrivere le regole. Abbiamo portato nel mondo dell’agroalimentare uno sguardo nuovo, inclusivo, orientato alla cura e alla concretezza. Ma soprattutto, abbiamo dimostrato che anche in un settore tradizionalmente maschile è possibile costruire un’impresa autorevole senza rinunciare alla leggerezza, alla creatività, all’ascolto.
Siamo fiere che oggi il nostro modo di fare impresa sia diventato un esempio per molte realtà, dentro e fuori il settore. Non perché sia perfetto, ma perché è autentico: è cresciuto senza mai perdere di vista il valore delle relazioni, il rispetto per le persone, la possibilità di fare cultura attraverso il lavoro.
La nostra cultura aziendale mette al centro l’inclusività come leva di crescita. Da sempre crediamo che la diversità sia un motore di innovazione e che l’impresa possa essere un luogo dove le idee viaggiano più veloci se si sente di poter essere ascoltati, davvero.
È anche per questo che abbiamo scelto di portare i temi legati al femminile fuori dall’azienda, nel mondo: Marianna e Paola Palella – CEO e Direttrice Generale, madre e figlia, co-fondatrici di CITRUS – sono tra le socie fondatrici dell’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta, una realtà che riunisce professioniste del settore per dare voce a competenze spesso invisibili, promuovere inclusione e stimolare innovazione. Un'associazione che ha aperto un fronte nuovo di riflessione su un mondo – quello agricolo – ancora troppo legato a logiche tradizionali, dimostrando che la parità di genere è anche un fattore di competitività.
Nel tempo, il nostro impegno si è esteso anche al sostegno diretto di realtà che promuovono l’imprenditorialità femminile. CITRUS è infatti tra le prime aziende a sostenere attivamente The Italian Women’s Startups (TIWS).
.E con le tante iniziative portate avanti nei canali social, negli eventi e nelle scuole, abbiamo contribuito a diffondere un immaginario nuovo fatto di cura di sé, autodeterminazione e libertà.
In questi dieci anni abbiamo sostenuto progetti che danno voce alle donne, che le proteggono, che raccontano il loro valore: come “L’amore non brucia”, una campagna di sensibilizzazione a sostegno di CADMI – Centro Antiviolenza per Donne Maltrattate, per dire con chiarezza da che parte stiamo. O “Donne per (il) Bene”, il progetto speciale nato nel 2020 con Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta a sostegno della ricerca in oncologia femminile di Fondazione Veronesi. Con progetti come “Il datterino si tinge di rosa”, abbiamo legato la stagionalità dei nostri prodotti alla promozione della prevenzione e del benessere femminile.
Insieme a Fondazione Veronesi, abbiamo poi scelto di sostenere ogni anno borse di ricerca dedicate all’oncologia femminile, perché crediamo nella prevenzione e nella ricerca come strumenti di cura, ma anche come atti di responsabilità verso il futuro.
Nel frattempo, anche il nostro stile di comunicazione è diventato un segno distintivo: non giudicante, positivo, leggero, pop. E anche questo è, a modo suo, un atto politico. Perché raccontare le cose in modo nuovo aiuta a immaginarle nuove.
“10 anni di scelte femminili” è il nostro modo per raccontare tutto questo: un modello di impresa dove la leadership non ha bisogno di alzare la voce per essere autorevole. Dove il lavoro può essere uno strumento di libertà, e la cura un valore strategico.
Un’impresa che non si limita a crescere, ma che vuole crescere bene.